E’ nota l’importanza che l’agricoltura e il giardinaggio rivestono nell’ambito di progetti di assistenza, recupero e inserimento lavorativo di categorie svantaggiate, sia come attività formativa e ricreativa sia da un punto di vista propriamente professionale. Dare occupazione nei settori agricoli e florovivaistici e perseguire parallelamente un inserimento sociale e lavorativo di soggetti con disagio è stata ed è tuttora "la mission" della Cooperativa Il Trattore.

Fin dalla sua costituzione, la Cooperativa ha intrapreso rapporti con strutture pubbliche e private per accogliere gratuitamente nella sua compagine sociale persone che hanno avuto problemi di disagio sociale o psichico, inserite prima come tirocinanti e successivamente, se le condizioni economiche e finanziarie lo permettevano, sono diventate socie ed assunte all’interno della Cooperativa. Per perseguire coerentemente questo obiettivo, il Trattore propone percorsi di inserimento lavorativo, assegnando un forte valore al lavoro e alla professionalizzazione; assegnando molta importanza alla qualità degli inserimenti lavorativi caratterizzati dal clima e dalla bontà delle relazioni tra i soci lavoratori e dalla qualità del progetto stesso di inserimento. I tirocini di inserimento lavorativo sono veri e propri progetti formativi, attraverso la valutazione individuale delle difficoltà e delle problematiche e la condivisione del percorso di riprofessionalizzazione. Il Trattore persegue, non nascondendone le difficoltà nei percorsi e nelle relazioni, anche obiettivi di natura più generale, che interessano tutto il corpo sociale. La Cooperativa è un "luogo di lavoro" dove si persegue il rispetto e l'accoglienza e dove le diversità diventano risorsa e ogni individualità deve convivere con l'interesse collettivo.

1. Come potrebbe essere inserito un ragazzo/una ragazza disabile o svantaggiato nella vostra cooperativa per un tirocinio? A chi mi devo rivolgere?

Solitamente il rapporto si instaura attraverso i Servizi Sociali del Municipio o delle Asl o del DSM (Distretto Salute Mentale) che ci segnalano alcuni utenti che secondo loro sono pronti a intraprendere una strada di autonomia e di emancipazione. Si elabora insieme un progetto di inserimento tenendo conto delle esperienze e delle capacità del soggetto. Le stesse strutture provvedono a coprire a livello assicurativo (Inail e RCT) il tirocinante durante tutto il progetto riabilitativo. In genere il tirocinio può durare da 6 a 12 mesi ed in alcuni casi può essere rinnovato fino a 24 mesi. In alcun i casi, se il Servizio sociale o il DSM lo credono necessario , possono assegnare agli utenti delle borse lavoro a titolo di rimborso spese. Ci sono anche alcune strutture private (Cliniche riabilitative o Cooperative sociali) che possono richiedere l’attivazione di tirocini, sempre presentando un progetto riabilitativo sottoscritto da entrambi e farsi carico delle spese di assicurazione.

2. Se non sono seguito da nessun assistente sociale/struttura cosa devo fare?

Se non si è seguiti da nessuna struttura occorre rivolgersi alla ASL di competenza o a i servizi sociali del proprio municipio, richiedendo un incontro per stabilire insieme un percorso riabilitativo che sarà diverso da caso a caso. Nell’ipotesi condivisa di un tirocinio esterno si contatta la cooperativa per stipulare una convenzione e attivarlo. In alcuni casi è prevista anche una borsa lavoro per l’utente che svolge in tirocinio, erogata dalla ASL della durata tra 6 e 12 mesi.

3. Che lavoro svolgerebbe il ragazzo in tirocinio presso di voi?

Non essendo la nostra Cooperativa un "laboratorio protetto" ma luogo di lavoro vero e proprio, i tirocinanti svolgono le nostre stesse attività e mansioni lavorative, sia nel settore agricolo (coltivazione di ortaggi, semina, trapianti, zappettatura e raccolta) sia nel settore giardinaggio (piantumazione piante e fiori, potatura siepi e cespugli) sfalcio erba e pulizia prati e aiuole. Inoltre imparano a rispettare tempi, consegne e metodologie tipiche di un vero posto di lavoro, anche se più sensibile e attento alle loro problematiche, al rispetto dei compagni di lavoro e al lavoro d’equipe. Durante tutto il tirocinio ci sono dei momenti periodici di verifica tra il tirocinante, il nostro tutor aziendale e l’assistente sociale per verificare gli obiettivi e i progressi.

4. C’è possibilità di inserimento lavorativo alla fine del tirocinio?

Se le condizioni economiche lo consentono e se il tirocinante ha risposto appieno agli obiettivi e del tirocinio ed ha raggiunto soddisfacenti livelli di professionalità ed autonomia, l’assunzione in cooperativa è il coronamento di tutto questo percorso. Tutti i soci svantaggiati che attualmente lavorano con noi sono stati assunti con questa metodologia. Se non ci sono le condizioni economiche per un assunzione interna, possiamo contare su una rete di contatti con altre cooperative sociali e consorzi dove provare a chiedere un inserimento lavorativo esterno.